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Scheda n° 9

Scheda n° 9 - La stanza di compensazione
Riassunto
L’aumento degli scambi è un potente fattore di crescita economica, purché non sia bloccato dalla scarsità dei mezzi di pagamento: se lo stock monetario è insufficiente per liquidare tutte le pendenze, la moltiplicazione degli affari si arresta. Un sistema ingegnoso per superare l’ostacolo è costituito dalla compensazione di debiti e crediti: procedimento semplice se riguarda due sole persone, laborioso se vi sono interessati più soggetti. Una soluzione in questo senso è rappresentata dalle stanze di compensazione annesse alle fiere genovesi di cambio, che raggiungono il massimo sviluppo tra il 1580 e il 1630 e nelle quali vengono trattati e compensati gli affari cambiari di mezza Europa. Solo più tardi, nel 1773, verrà aperta la London Clearing House, la prima stanza di compensazione dell’età contemporanea.
Definizione
Stanza di compensazione. In economia, nome generico di qualsiasi istituzione centrale mirante a facilitare la liquidazione di operazioni tra soggetti in rapporto tra loro, e in partic., la regolazione dei rapporti di debito o credito tra banche, originati dalla circolazione di assegni bancari(Vocabolario della lingua italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani).
Documentazione
Le tre tabelle qui presentate sono l’inizio di altrettanti bilanci ove sono riuniti i saldi che i titolari debbono riscuotere dalle persone elencate nella sezione sinistra e pagare a quelle segnate a destra. 29
Bilanzo de Nicolò Pallavicino, Paolo e Battista Serra de fera
de Pasqua 1600 fatta in Piacenza
Dare |
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Avere |
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Ag., Ger. e G. B.Merelli |
Scm |
2297.13.06 |
Conrado et Andrea Spinoli |
Scm |
2781.17.11 |
Bendinelli Negrone |
Scm |
447.00.04 |
Steff. E Mich. Giustiniani |
Scm |
4693.15.00 |
A.Funch per Cr. Fortembach |
Scm |
241.10.03 |
Gio, Nic. e Bart. Garibaldi |
Scm |
1975.17.03 |
Luca et Symon Ayroli |
Scm |
2000.10.08 |
Giac. Cotta e fratelli |
Scm |
2495.13.04 |
.... |
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... |
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Totale |
Scm |
202656.00.00 |
Totale |
Scm |
202656.00.00 |
Bilanso di Agostino Gieronimo e Gio Batta Merelli di pagamenti di fera
di Pasqua fati in Piacensa a 9 di maggio 1600. Cavato in Piacenza
à 9 di maggio 1600
Dare |
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Avere |
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M.A. Aresio e G.Guiccioni |
Scm |
3692.14.03 |
Franc. Grimaldo |
Scm |
2500.00.00 |
Andrea, Ambr. E Ag. Raggi |
Scm |
5203.03.09 |
N Pallavicino, P e B Serra |
Scm |
2297.11.06 |
Gregorio Garbarino |
Scm |
3065.14.11 |
Giac. Saluzzo e fratelli |
Scm |
4920.07.05 |
N Pallavicino, P e B Serra |
Scm |
43901.02.03 |
Don Cosmo Centurione |
Scm |
1960.00.00 |
... |
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... |
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Totale |
Scm |
47119.00.00 |
Totale |
Scm |
47119.00.00 |
1600 addì 9 maggio in Piacensa. Bilanzo de signori Conrado e Andrea Spinoli
Dare |
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Avere |
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Filippo e Piero Mannelli |
Scm |
324.15.06 |
Giac. Cotta e fratelli |
Scm |
9121.10.05 |
N Pallavicino, P e B Serra |
Scm |
2781.17.11 |
Ger, Fr. E G.A. Marini |
Scm |
3048.08.01 |
Gio Batta Frugone |
Scm |
3645.04.07 |
G.S. Barabino per M.Spinola |
Scm |
25097.00.00 |
Giac. Saluzzo e fratelli |
Scm |
23393.02.06 |
Lorenzo e Aless. Strozzi |
Scm |
2774.16.04 |
... |
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... |
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Totale |
Scm |
75156.00.00 |
Totale |
Scm |
75156.00.00 |
Come risulta dai casi evidenziati, i tre operatori sono legati da rapporti di credito-debito, per cui nel bilancio dei Pallavicino vi è un credito verso i Merelli, nel cui bilancio figura correttamente dovuto ai primi. Analogamente i Pallavicino hanno un debito verso gli Spinola, registrato in avere del bilancio dei primi e in dare del bilancio dei secondi.
Lo spazio qui disponibile impedisce di constatare che questo tipo di documenti e di reciproci rapporti è comune ad un complesso di 149 operatori presenti nella fiera dei cambi c.d. di Pasqua tenuta a Piacenza nel maggio del 1600.È precisamente grazie all’uso della partita doppia e in simbiosi con le fiere genovesi dei cambi che si realizza la prima stanza di compensazione.
Quadro storico
Dalla fine del sec. XIV al tardo sec. XIX, le cambiali tratte (o cambi) sono l’unico mezzo di pagamento internazionale al di fuori della moneta contante. La loro circolazione è ostacolata dalla circostanza che sono pagabili solo al domicilio del trassato e gli operatori in cambi cominciano ad incontrarsi in luoghi ed epoche prestabiliti per sistemare le reciproche pendenze. Le fiere di cambio dell’età moderna sono appunto dei mercati periodici in cui si trattano esclusivamente cambiali tratte emesse o pagabili nelle principali piazze commerciali del continente. Esse sono un’invenzione genovese derivata dalle fiere miste di merci e di cambi che nel ‘400 e nel primo ‘500 hanno prosperato soprattutto a Ginevra, Anversa e Lione.
Esclusi per ragioni politiche da quest’ultimo mercato, i genovesi si trasferiscono nel 1535 a Besançon allo scopo di regolare gli affari cambiari in corso e in seguito, constatata l’utilità della cosa, tornano ad incontrarsi periodicamente nella medesima città od altrove, soprattutto Piacenza, Novi Ligure e da ultimo Sestri Levante. Le riunioni sono disciplinate dal senato genovese e si svolgono in un ambiente raccolto, ad es. un palazzo governativo od una casa patrizia; durano di norma otto giorni ciascuna, si tengono quattro volte l’anno ad intervalli regolari e dall’epoca del loro svolgimento sono chiamate fiere di Apparizione, Pasqua, Agosto e Santi. Malgrado alcune secessioni temporanee dei mercanti di altri stati, queste fiere restano sempre in mani genovesi e hanno vita lunghissima, perché si tengono sino al 1763 almeno. Le cambiali trattate servono sia a sistemare affari commerciali tra piazze diverse, sia a coprire mutui ad interesse, considerati illeciti dalla Chiesa e dal diritto; oltre a rendere possibili i pagamenti di merci in luoghi lontani senza rischiare il trasporto del denaro, esse permettono infatti di coprire un prestito oneroso, nascondendo l’interesse nella differenza di cambio tra piazze diverse.
Il momento aureo delle fiere genovesi si ha nel trentennio a cavallo del 1600, quando assumono un ruolo preminente nel finanziamento della corona spagnola.
La loro funzione principale consiste:
a) nell’accettazione delle cambiali spiccate in precedenza nelle varie piazze e scadenti in fiera;
b) nella negoziazione di nuove cambiali a termine, emesse in fiera e scadenti nelle piazze;
c) nella liquidazione delle reciproche obbligazioni mediante compensazione e pagamento dei saldi.
Presupposto per l’esercizio di queste varie funzioni è l’adozione di un unico sistema monetario di riferimento, basato sullo scudo di marco come unità di conto, sugli scudi d’oro come monete effettive e su un rapporto fisso tra l’uno e gli altri. Le fiere funzionano quindi come una specie di pompa che ogni tre mesi attira cambiali da tutta l’Europa, ne emette altre verso le singole piazze e liquida il tutto con un sistema che riduce al minimo l’uso della moneta metallica. I partecipanti, detti anche «cambisti» o «trattanti», sono titolari di case di commercio o bancarie stabilite nelle varie piazze oppure loro dipendenti, agenti o terzi corrispondenti muniti di specifica procura.
Lo svolgimento di ciascuna fiera segue un calendario rigoroso. Nel primo giorno si registrano le procure dei partecipanti e le accettazioni delle singole tratte giunte a scadenza. Nel secondo giorno ogni operatore calcola la differenza tra le rimesse dovute da ciascun altro convenuto e le tratte a suo favore, riunendo i saldi in un «bilancio delle accettazioni»: verificata la reciproca corrispondenza tra i bilanci dei vari banchieri, le partite su cui si sono calcolati i saldi s’intendono compensate e il credito o debito di ciascuno si riduce ai saldi attivi o passivi. Nei giorni successivi si stabiliscono i corsi ufficiali dello scudo di marco per le cambiali di ritorno nelle varie piazze e si procede all’emissione di nuove cedole di cambio. I banchieri aggiornano man mano la situazione dei loro rapporti reciproci e il risultato finale è un «bilancio dei pagamenti», simile a quelli qui presentati, nel quale ogni operatore riunisce i propri saldi verso ciascun altro partecipante; l’esattezza dei conti viene accertata attraverso il confronto, per ogni coppia di trattanti, dei saldi reciproci, che devono essere di segno opposto e pareggiare nell’importo. Nell’ultimo giorno i bilanci vengono sottoscritti dai banchieri o dai loro procuratori e sono consegnati al console della fiera che conferisce loro valore ufficiale e dichiara chiusa la riunione. «In un attimo - narra un osservatore contemporaneo - resta disgombrata quella sala e, non havendo molti riguardi che sia di notte tempo o stagione rigorosa, (i partecipanti) si mettono in viaggio per ritornarsene alle proprie case».
Note:
29 A.S.G., Notai giudiziari, Gio Maria Pinceti, n. 713-715. ^
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