Giuseppe Felloni

Testi, note e noterelle > Genova e la storia della finanza, un serie di primati? >
Scheda n° 8

 

Genova e la storia della finanza: una serie di primati?

Scheda n° 8 - La lotteria e il sorteggio delle cariche pubbliche

Riassunto
Una burocrazia statale si rinnova con il sorteggio dei candidati alle cariche pubbliche; le estrazioni dei nuovi funzionari sono abbinate a lotterie annuali con puntate da un fiorino e un ricco monte premi; una povera serva vince il primo premio di 1000 lire, somma equivalente allo stipendio annuale di dieci cancellieri ... In quale luogo possiamo trovare questa serie di eventi tra la fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento? Solo a Genova.

Definizione
Lotteria. Gioco di fortuna nel quale la vincita di un premio prefissato, in cose o denaro, dipende dall’estrazione a sorte di un biglietto o di una cartella contrassegnati da un numero(Vocabolario della lingua italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani).

Documentazione (1)
I documenti qui presentati sono ricavati tutti dal medesimo registro e costituiscono altrettanti momenti di una lotteria tenuta a Genova nel 1415, secondo una vecchia tradizione. 26

 

 

In Christi nomine, 1415 die 10 decembris

1

 

Guillermus Gaierdus de pecunia Dominici Gaierdi eius fratris, cuxitoris in platea de Marinis

2

 

Iacobus de Vernengo de Monellia filius Michaelis

 

 

die 11 decembris

3

 

Gaspar Lomellinus Nicolai primus

4

 

Angellus Lomellinus de peccunia Gasparis fratris primus

5

 

Dominicus Lomellinus de peccunia Gasparis fratris primus

6

 

Nicolaus Lomellinus de peccunia Gasparis Lomellini Nicolai primus

7

 

Gaspar Lomellinus Nicolai secundus

8

 

Gaspar Lomellinus Nicolai tercius

...

 

...

3459

 

Catalina serva  Baptiste Barisoni

3460

 

Michael Scharia spaerius

...

 

 

4574

 

Banina uxor Gregorii de Campofregoso olim Porchi

 

 

sunt nomina 4574, vallent £ 5717.10.00
que nomina lecta fuerunt 1417 die 12 et 13 februarii

Questo primo estratto è una lista di giocatori che hanno versato un fiorino per puntata nella speranza di essere sorteggiati per vincere i premi in palio. I loro nomi sono scritti uno sotto l’altro per ciascuna puntata fatta, sicché chi ha scommesso più volte, come Gaspar Lomellinus, è elencato in altrettante righe con la specificazione primus, secundus, ecc. I giocatori sono maschi e femmine, nobili e popolani, liberi e schiavi; la loro registrazione ha luogo al momento in cui si presentano per scommettere ed è accompagnata dall’attribuzione di un numero progressivo di dieci in dieci. Al termine dell’elenco si calcola il numero complessivo delle puntate ricevute e l’importo incassato, che nel nostro caso è di fiorini 4574 per un valore di lire 5717.10.00; infine, nei giorni 12 e 13 febbraio 1417 si procede alla lettura pubblica dei nomi elencati e al sorteggio.

Documentazione (2)

1417 die 12 et 13 februarii
Officia nº 75 que capiunt summarium de £ 2100 anni de 1415 sortizata per spectabillem officium dominorum octo Proptectorum et procura torum comperarum Sancti Georgii millesimo et die predictis
Debent nobis

 

 

Pro Catalina serva Baptiste Barixoni in 89

£

1000

Item pro Luchessa filia Benedicti de Andoria notarii in 89

£

200

Item pro Imperialle Gentilli in 89

£

100

Item pro Guillermo Lora de Diano in 89

£

50

£

 

 Item pro Francischa Ricia etc. in 89

£

25

£

 

Item pro Margarita sclava Antonii de Oliva in 90

£

25

Item pro Vinciguerra Boetio in 90

£

10

 

 

Item pro Prospero de Medico in 93

 

5

 

 

Item pro Iohannes Silvano in 98

 

5

 

 

––––

Sunt per totum

 

2100

Nei giorni 12 e 13 febbraio 1417 si procede dunque al sorteggio e si redige l’elenco dei giocatori beneficiati dalla sorte, dal quale si è ricavato questo secondo estratto. Si tratta in complesso di 75 premi suddivisi per entità: n° 1 da £ 1000 (è quello vinto dalla serva Catalina indicata al n. 3459 del documento precedente), 1 da £ 200, 1 da £ 100, 4 da £ 50, 8 da £ 25, 20 da £ 10 e 40 da £ 5 per un monte premi totale di £ 2100.

Quadro storico
È opinione corrente che il gioco del lotto abbia origine dalle scommesse che si praticano a Genova nel tardo Cinquecento durante la scelta semestrale di cinque componenti dei Collegi in sostituzione di altrettanti scaduti. Non mancano notizie di lotterie sporadiche avutesi in tempi precedenti: a Milano nel 1448 si sorteggiano 7 borse di cui la più grande contiene 100 ducati e nel 1468 si istituisce un monte premi varianti da 500 a 5 lire imperiali da assegnarsi a sorte tra quanti hanno acquistato un biglietto da una lira dei 10.000 posti in vendita; a Venezia si bandiscono pubbliche lotterie nel 1522 e 1529. 27
La documentazione qui presentata dimostra che (anche) in questo campo la priorità assoluta spetta a Genova, dove è sopravvissuta una serie di 61 registri (in origine 85) che vanno dal 1374 al 1468 e riguardano esclusivamente le lotterie tenute in occasione del sorteggio delle cariche pubbliche: precedente storico del tutto analogo a quello più noto del sec. XVI.
I registri, non sempre pervenuti integri di tutte le loro parti, hanno la medesima matrice, che prende le mosse dall’uso di assegnare un certo numero di cariche pubbliche per sorteggio: una prassi menzionata di passaggio nelle leggi del 1363, come fosse da tempo acquisita. Il rinnovo dei funzionari estratti a sorte tra le fazioni cittadine (nobili e popolari, mercanti e artifices) sembra avere una periodicità annuale ed eseguirsi normalmente nel mese di gennaio; ad esso è abbinato il sorteggio di un certo numero di premi in denaro tra quanti, nei mesi precedenti, si sono iscritti alla lotteria versando un fiorino a testa.
Le due estrazioni hanno luogo nel palazzo comunale nel corso di un’unica seduta, il che conferma il legame esistente tra di esse. Dalle fonti, su questo aspetto non del tutto chiare, risulterebbe che la differenza tra il ricavo delle giocate (al netto delle spese) e il monte premi serva dapprima a fornire un provento alle
c.d. compere del Capitolo e poi a consentire ai neoeletti di pagare l’imposta staliarum, un tributo di ricchezza mobile proporzionato alla loro retribuzione; il registro del 1408 è esplicito sull’argomento: se la somma raccolta con le puntate raggiungerà l’importo delle stalie, si procederà alla copertura delle cariche (gli officia ad sortes) e gli eletti ne riceveranno l’importo entro quattro mesi sotto forma di accredito in banca come prescritto dalle norme in materia. 28
Siamo meglio informati circa altri aspetti della questione e anzitutto sul corredo materiale di cui era fornito il cancelliere deputato: naturalmente calamaio, inchiostro e penne, poi una risma di carta e alcuni registri (di cinque fascicoli o più) per scriverci i nomi degli uffici e dei giocatori, forbici, due sacchi di tela per porvi i foglietti con i nomi (pro ponendo apodixias nominum et officiorum), un sacchetto per quelli sorteggiati (pro ponendo nomina lecta ut moris est), talvolta una bilancia per verificare il peso delle monete ricevute (in ragione di un fiorino per ogni puntata). Alla lettura dei nomi estratti sono preposti nel 1415 due cancellieri e nel 1460 un ragazzo, che non deve avere vita facile: un bargello vigila al suo fianco affinché non gli si impedisca di leggere i nomi delle cariche sorteggiate; un monaco di San Benigno sovrintende all’estrazione delle cedole garantendone la correttezza con la propria autorità morale e a riconoscimento della sua opera riceve il controvalore di tre mine di grano per il monastero.

Note:

26 A.S.G., Archivio di San Giorgio, serie “Floreni sortium, n° 185,20329. Il testo rispecchia fedelmente l’originale, ad eccezione dei numeri romani che sono stati qui sostituiti con le cifre arabe. ^

27 A. Pertile, Storia del diritto italiano, vol. II, pt. II, 1898, p. 376. ^

28 A.S.G., Archivio di San Giorgio, pand. 18 E, n° 185,20322. ^